Ottobre 20, 2021 0 Comments Fratelli di Vino

Sole, Garda e… Lugana

“Paene insularum Sirmio insularumque/ocelle quascumque in liquentibus stagnis/marique vasto fert uterque Neptunus/quam te libenter quamque laetus inviso…

Così oltre 2.000 anni fa il grande poeta latino Catullo salutava la bella Sirmione dopo un lungo viaggio ai confini del nascente Impero Romano. Già allora la bellezza dei luoghi del Lago di Garda colpiva l’occhio e soprattutto il cuore di coloro che avevano avuto la fortuna di esservi nati.

Lungo le sponde o poco più in là di questa riviera fra le più belle del mondo, meta turistica privilegiata, si coltiva un’uva a bacca bianca, la turbiana, nome con il quale è chiamata dalle genti del posto da tempo indefinito.

Scaliger Castle (13th century) in Sirmione on Garda lake near Verona, Italy (Scaliger Castle

I nostri ampelografi, come al solito, la imparentano con altri vitigni come il trebbiano di Soave o, addirittura, il verdicchio delle Marche. Certamente vi sono delle affinità genetiche ma per il resto, soprattutto per i caratteri aromatici, la turbiana si distanzia non poco da entrambi.

Da quest’uva si ricava un vino che negli ultimi 10-15 anni ha assunto sempre più prestigio e, di conseguenza, estimatori: il Lugana.

Estimatori non solo italiani, specie del Nord Italia, Lombardia e Veneto in primis, ma soprattutto europei (tedeschi, austriaci, inglesi e francesi), e d’oltreoceano (giapponesi, statunitensi e cinesi), risultato ottenuto sfruttando nel senso buono della parola l’irresistibile attrazione dei luoghi, Sirmione e Desenzano tanto per citare  due nomi e non a caso, come volano per ampliare  la visibilità e la conoscenza del Lugana, e di conseguenza produzione e vendita.

La DOC,  datata 1967, è la prima della regione Lombardia, attualmente è    una DOC interregionale  poiché comprende territori appartenenti sia alla Lombardia che al Veneto.

In termini  precisi il territorio della DOC è suddiviso fra i comuni di Sirmione, Desenzano, Lonato e Pozzolengo in provincia di Brescia e il comune di Peschiera  in provincia di Verona.

La DOC Lugana è sostanzialmente una DOC di pianura, con la presenza di alcuni modesti rilievi collinari che raramente superano i 150 m.s.m.

 Il ghiacciaio che ricopriva in illo tempore l’intero bacino del Lago di Garda una volta ritiratosi ha dato forma all’attuale Lago, lasciando un terreno e colline moreniche che unito all’argilla, formatasi in un periodo successivo, ha dato luogo all’attuale composizione del terreno: argilloso calcareo di origine morenica, che nella zone più collinari diviene  sabbioso.

E’ proprio questa composizione del terreno, ricca e composita, a realizzare quello che potremmo definire il “corpo” del vino Lugana, con il  contributo determinante  dato dal clima del lago che potremmo definire sostanzialmente mediterraneo: mite, scarsa escursione termica, ventilato con rara presenza di nebbie. Non a caso, tutto intorno al lago, sono coltivati agrumi e ulivi che producono frutta e olio di grande qualità e finezza.

Il Lugana è un vino di corpo, caldo, fresco e sapido ma raffinato e variegato nei profumi fruttati e floreali, erbacei e speziati nonché balsamici nelle sue espressioni più complesse.

La DOC prevede l’utilizzo della turbiana ( o trebbiano di Lugana) minimo al 90 %, anche se, e per fortuna aggiungo io, la stragrande maggioranza dei produttori la impiegano in purezza, date le qualità organolettiche dimostrate dal vitigno.

Il grappolo di turbiana è di medie dimensioni, piramidale allungato, l’acino ha buccia spessa e pruinosa, di colore giallo dorato-verdolino.

Il disciplinare consente cinque tipologie di vino: base, superiore, riserva, vendemmia tardiva e spumante (metodo classico o Martinotti).

La versione riserva, esplicitata nell’ultima modifica del disciplinare, prevede un affinamento di 24 mesi di cui 6 in bottiglia, realizza un vino bianco dalle qualità organolettiche nettamente superiori ad un vino base: complesso, evoluto, soprattutto longevo tanto da poter rimanere “in cantina” almeno 10 anni senza alcun problema.

La vendemmia tardiva e lo spumante sono una scommessa che solo il tempo dirà se vincente o temeraria, ma i prodromi positivi per un nuovo successo ci sono tutti.

I  Lugana degustati nell’arco di 3 anni sono sette, alcuni nelle versioni riserva. In ordine alfabetico:

Lugana Fabio Contato Riserva 2018, alc. 14%., CA’ MAIOL

Splendido paglierino-dorato, al naso mostra una ricchezza in profumi fruttati di natura tropicale, ananas e frutto della passione, nonché “nostrani” come la pesca e l’albicocca, il tutto contornato da una rinfrescante nota floreale di zagara e una leggera ed elegante vaniglia. Alla gustativa esprime tutta la sua classe, strutturato ed equilibrato all’un tempo. Matura in legno. Eccellente.  Voto: 91

Lugana Conchiglia 2019, alc. 13%, CITARI

Giallo paglierino d’ordinanza. Inizia deciso con il fruttato, pesca, albicocca e limone      con contorno di fiori delicati di campo. Al gusto esprime una decisa mineralità che invita piacevolmente alla beva, fresco più che morbido. Ottimo. Voto: 87

Lugana Orestilla 2018, alc. 13%, MONTONALE

Fra il paglierino e il dorato, note erbacee in rilievo, mentuccia e rucola, con un elegante contorno di agrumi, bergamotto in primis, e una leggera nuance di vaniglia come tocco finale. Beva di estrema piacevolezza. Matura parte in legno. Un gran bel vino. Voto: 90

Lugana Il Lugana 2019, alc. 12,5%, PASINI SAN GIOVANNI

Giallo paglierino scarico. Note fruttate in evidenza, pesca e melone, su un fondo di note erbacee, in primis erbe aromatiche. Alla gustativa si mostra decisamente fresco come le note olfattive lasciavano presagire. Un vino decisamente gradevole e beverino. Acciaio. Ottimo. Voto: 88

Lugana  Bio 2018, alc. 13%, PERLA DEL GARDA

Giallo paglierino. Emergono profumi fruttati di pesca bianca e nespola, a contorno erbe aromatiche come origano e santoreggia. Vino beverino nel senso migliore del termine dove la freschezza la fa da padrona senza però eccedere, sul finale leggera scia ammandorlata. Maturazione in acciaio. Ottimo. Voto: 87

Lugana Menasasso Riserva 2016, alc. 13,5%, PODERE SELVA CAPUZZA

Paglierino-dorato, splendente. Incipit floreale di rosa bianca e biancospino con eleganti note agrumate (cedro) ed erbe aromatiche a contorno (timo, santoreggia), e lievissimo sentore di zenzero. Grande corpo alla gustativa ma in magistrale equilibrio fra parti morbide e dure. Buonissimo. Matura in acciaio e parte in barrique. Eccellente. Voto: 92

Lugana Vigne di Catullo Riserva 2017, alc. 13%, TENUTA ROVEGLIA

Meraviglioso paglierino-dorato. Olfattiva stupenda dove frutta tropicale (ananas, frutto della passione) e “nostrana” (pesca, cedro) si rincorrono per la supremazia. Non da meno il  floreale con gelsomino e rosa rosa. Lieve speziatura (pepe bianco). Grande struttura ma non invadente, dove una sapidità gustosissima emerge senza scalfire una matura morbidezza di base. Vasche d’acciaio 24 mesi. Gran vino. Eccellente. Voto: 92

alla salute fratelli.

Claudio.


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